LA LEZIONE SUL DOLORE DI PHILIP ROTH

laboratorio di scrittura creativa sull'opera di philip rothUn laboratorio di scrittura creativa sul grande maestro della narrativa

Il dolore, la malattia e il tentativo di cura, come reazione alle contraddizioni e alle interrogazioni dell’io irriducibile, tracciano, nella scena dello scrittore Nathan Zuckerman, la prospettiva di Philip Roth (Usa, 1933) che guarda al limite del corpo e alla costruzione della dimensione dello sguardo.

I partecipanti, dopo una breve introduzione dell’argomento, saranno guidati da Andrea Galgano in una esperienza di libera composizione. Con attestato di partecipazione.

 

“Cosa ci insegna il dolore cronico? Il dolore cronico ci insegna: primo, cos’è il benessere; secondo, cos’è la codardia; terzo un po’ quello che significa essere condannati ai lavori forzati. Il dolore è lavoro. Che altro, Nathan, soprattutto? Ci insegna chi è il padrone”

 

 

 Giovedi 16  giugno 2016      15-18

 Partecipa (ingresso libero)

   Locandina

 Via Giotto 49 a Prato

 La pagina del Docente

 

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Philip Milton Roth (Newark, 19 marzo 1933) è uno scrittore statunitense.
È uno dei più noti e premiati scrittori statunitensi della sua generazione, considerato tra i più importanti romanzieri ebrei di lingua inglese, una tradizione che comprende Saul Bellow, Henry Roth, E. L. Doctorow, Bernard Malamud e Paul Auster.
È conosciuto in particolare per il racconto lungo Goodbye, Columbus, poi unito ad altri 5 più brevi in volume (premiato con il National Book Award), ma è diventato famoso con Lamento di Portnoy, da alcuni considerato scandaloso. Da allora si è ritagliato un posto di grande interesse, e attesa a ogni titolo, con una produzione lunga e costante ed estimatori (ma anche periodici attacchi per il linguaggio considerato da alcuni troppo aperto e scurrile), che l’hanno proposto più volte per il Premio Nobel, premiandolo nel frattempo con moltissimi altri riconoscimenti.
I suoi romanzi tendono a essere autobiografici, con la creazione di alter-ego (il più famoso dei quali è Nathan Zuckerman, che appare in diverse opere), personaggi che portano il suo vero nome e persino personaggi che si chiamano Philip Roth ma non sono lui (come in Operazione Shylock), ma anche con ritratti famigliari e di quartiere che diventano fortemente esemplari dell’umanità della zona (la periferia a ovest di New York e soprattutto Newark) e dell’epoca, tanto da farne un’identità insieme personale e collettiva.

LOCANDINA PHILIP ROTH