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  • 24marzo IL DILEMMA DEL TERRORE Letteratura Criminalistica

    edgar allan poe | howard phillips lovecraft

    IL DILEMMA DEL TERRORE 24 03 2013 –  LOCANDINA CON PROGRAMMA

    Giornata di Studio di Letteratura Criminalisticagiornata di studio di letteratura criminalistica

    domenica 24 marzo

    ore 9.30 | 17.30

    Relatore Dott. Andrea Galgano | poeta, scrittore e critico letterario
    Docente di Letteratura Scuola di Psicoterapia Erich Fromm

    PROGRAMMA | ARGOMENTI
    La giornata di studio si svolge con una modalità interattiva e dinamica. Argomenti principali

    • rapporto narrativo, stilitistico e di “approccio al terrore” tra Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft
    • idea di orrore e il culto della paura nella declinazioni dell’uomo dell’uno e dell’altro scrittore
    • le storie del macabro in Lovecraft nelle opere “Dagon”, “Aria Fredda”, e il “Dominatore delle Tenebre”
    • analisi de i “Miti di Cthulhu”
    • intervento di psicologia dell’arte “Eros e Thanatos nella galleria di Alfred Kubin”, a cura di Irene Battaglini

    caffé di benvenuto offerto da Polo Psicodinamiche h 9.15 | si rilascia attestato di partecipazione

    la partecipazione alla giornata di studio è gratuita
    è richiesta la prenotazione scrivendo a ceo@polopsicodinamiche.com
    sede: via Giotto 49 Prato a cinque minuti dalla Stazione Centrale
    tel. 0574.603222
    è possibile visitare la mostra di pittura e poesia RADICI DI FIUME
    presso gli Inner Underground di Polo Psicodinamiche

    Non è morto ciò che può vivere in eterno, | E in strani eoni
    anche la morte può morire.
    H.P. Lovecraft, da “La Città senza Nome”

     



  • Chiusa-in-posta n. XI, del 30-XI-2012, la newsletter del Magazine on Line Frontiera di Pagine

    CHIUSA-IN-POSTA anno II, n. XI del 30.11.2012

    la newsletter del Giornale-on-line di Polo Psicodinamiche
    FRONTIERA DI PAGINE

    a cura di Irene Battaglini

     

    Carissimi Amici,

    in evidenza dalle attività del mese di Novembre:

     

    LA RECENSIONE A L’ETA’ DELL’INCONSCIO, RAFFAELLO CORTINA 2012, DI ERIC KANDEL

    E

    LA BELLEZZA FEROCE DI INGEBORG BACHMANN (letteratura contemporanea)

    L’ESILIO DEL DOLORE SUPERSTITE DI NELLY SACHS (poesia contemporanea)

     

     

    FERIMENTO NAUFRAGO

    Mi ferisce il tuo vestito

    come le onde inseguono i faggi

    quando mutata ti sporgi alle correnti

    che per te si sfaldano

     

    il canto profugo delle terre

    antichi diluvi di verbi

    ti toccano le pagine del mare

    ellittiche e naufraghe verso l’Eterno

     

    ti parlo di me

    in un transito di splendore

    in un grumo di ombre

    fisse e scampate

    nella lieve avvenenza dei sogni

    e superstiti stelle indicibili

     

    ti toccano quelle cose

    che ondeggiano perdute

    cose sul tuo corpo

    sulla sigla dei cascinali

     

    non rinchiudere la mia pena

    in un’abitudine irosa

    o nella tempesta ariosa e impudica

    in un tremore di solitudini.

    di Andrea Galgano,

    dalla silloge poetica Argini, Lepisma 2012

    in presentazione

    8 dicembre 2012 ore 17 al caffé letterario Le Giubbe Rosse in piazza della Repubblica, a Firenze.

    PRESENTAZIONE DELLA SILLOGE POETICA "ARGINI" DI ANDREA GALGANO

    PRESENTAZIONE DELLA SILLOGE POETICA "ARGINI" DI ANDREA GALGANO

     

    E LA RECENSIONE

    GLI ARGINI DELLA PAROLA DI ANDREA GALGANO, DI IRENE BATTAGLINI, anche in pdf

    A prestissimo con gli le Novità sui  nostri Corsi e le Offerte di Natale.

    ceo@polopsicodinamiche.com


  • 8 dicembre ore 17, alle Giubbe Rosse a Firenze, presentazione di Argini

     

    recensione di Irene Battaglini per la Rubrica L’immaginale

    STAMPA, LEGGI E ARCHIVIA LA RECENSIONE IN PDF:

    GLI ARGINI DELLA PAROLA DI ANDREA GALGANO 

     

    ARGINI, silloge di Andrea Galgano, Lepisma Editrice, Roma 2012, pp. 80

    Argini, una silloge di cinquanta componimenti poetici scritti da Andrea Galgano per la raffinata Lepisma, che ospita anche Dacia Maraini e Andrea Zanzotto. La prefazione è di Davide Rondoni, maestro e amico di Andrea Galgano, il giovane autore e critico letterario che vive a Potenza e lavora a Firenze.
    Alla domanda «perché “argini”?», si può tentare un’interpretazione che oscilla tra il metaforico e lo psicoanalitico. Il concetto di argine rimanda a qualche cosa, la morfologia di un argine è la storiografia di un fiume in quello specifico tratto in quella specifico tempo, argine è il Rorschach del suo dipanarsi e lasciare tracce, argine è una stele e nello stesso tempo un segno. E’ il segno del fiume che scrive su stesso le memorie dei suoi attraversamenti. Uno stigma linguistico che vuole essere sudario e foglio, calamaio e pennino. Galgano scrive e descrive variamente gli argini in ciascuna delle cinquanta poesie, senza mai ripetere un solo lemma, rovesciandolo abilmente in ogni metafora senza con questo desemantizzarlo mai. E’ operazione di grande disciplina, di meticolosa ricerca linguistica, che non nasconde l’impeto talentuoso e passionale, semmai lo evidenzia. Sono poesie dolci, con una particolare bontà, quasi chiedessero perdono all’italiano per i salti categoriali che l’autore chiede a questa lingua difficile, di letterati e di santi. Una lingua che se fosse materia, sarebbe marmo il più pregiato travestito di ardesia, con solo l’illusione della cedevolezza e la bianca coscienza di non potersi ibridare frettolosamente neppure in questo nostro tempo di barbarie “comunicativa”: anzi resiste ad ogni tentazione di commistione stilistica. La silloge Argini non comunica, esprime un’identità piena. Vive, sente, accade. Accade cadendo nella sabbia di un confine labile di deserto, accade inciampando tra le ali di un volo stellato, accade ribadendo un amore ferito dentro di sé ma non ferendo mai il cuore, che resta intatto, come vivesse per sé.
    Argini, su volute di pietra, immagini insolite, decadenti, come di pittura scremata, abrasa. Si arricciano sotto la nebbia lungo i ruscelli introvabili, si stendono come altipiani assolati a tener dentro i fiumi giganteschi che transitano come immense creature che respirano, ebbre di memoria di milioni di anni. Argini, testimoni di amore e di piccoli baci di neve, argini voluttuosi di Arno, calpestati e offesi da un istmo, aggrappati alle cataratte contro dighe dalle spaventate bocche di acqua violata.
    Argine è limite nello sconfinamento, è aurora in un letto di foglie brunite dall’autunno nel crepitare di una sonorità crepuscolare. «la veglia che sfavilla e/crepita nel mare il suo astro/vanto di orizzonti»
    Argine è rispondenza umorale e affezione sottile contro il dilagare di una identità diffusa e senza speranza: nella «notturna grazia acerba» il poeta fa affiorare l’obbedienza al perenne inizio. Perché se per Pavese “è bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante”, in Galgano bellezza è tautologia di grazia e di chiarori che non spaventano, di inizi di libertà che stanno bene dentro al quotidiano, che lo amano, ne compiono il destino.
    Argine di letto di fiume, argine di letto di madre. Luogo eccellente per la relazione oggettuale che si muove continuamente in un dare-avere osmotico, vocazionale, generoso intrinsecamente senza sponde. «Sono diamanti di peripli/i sipari dei tuoi tornanti/la trasparenza dell’alba/schiusa nei lembi/dove mostri/i portali delle vele/e la tela scarlatta delle scogliere»
    Parole che sono sponde, sottigliezze acute e intelligenti, andirivieni di soggetti che frequentano i bordi della soggettività «non sa/forse gioca/controluce/e non ha forma che non sia forma/del tempo dell’uva sui voli».
    Le immagini si susseguono come capitelli sul margine del tempio,« L’aria / alla finestra dei venti sembra ammarare / la sua didascalia» a costellare vivezza, a chiedere ascolto, a domandare la cura per una bellezza che non si estinguerà.

  • LETTERATURA E PSICOANALISI: VARIAZIONI SUL MITO

    CORSO E CIRCOLO ERMENEUTICO SU MITI, SIMBOLI, ARCHETIPI TRA LETTERATURA E PSICOANALISI

    8 ORE IN UN UNICO INCONTRO

    Date da definire, in partenza per l’anno 2012

    Un corso per accrescere la consapevolezza dell’origine mitica e simbolica delle esperienze individuali e per sviluppare la capacità immaginativa nel dialogo e nella relazione con la storia personale dell’altro. Un’occasione per migliorare la conoscenza dei grandi temi letterari e poetici collegati con la psicoanalisi.


    BACKGROUND E OBIETTIVI:

    Un percorso all’interno dei principali temi cha appartengono da sempre all’esperienza umana e alle sue manifestazioni, alla ricerca di quelle immagini evocative che travalicano le culture particolari e costituiscono una chiave di lettura fondamentale la comprensione e l’interpretazione del linguaggio dell’anima.

    Se infatti è con la nascita della psicoanalisi che a queste immagini rappresentative della vita interiore dell’uomo viene trovata una nuova collocazione, è vero che esse sono messe in scena nei grandi temi della letteratura sin dall’antichità greca, ed hanno costituito un serbatoio prezioso per le teorizzazioni della psicoanalisi novecentesca, dagli studi di Freud sul personaggio di Edipo, alle ricerche di Jung sul simbolismo e gli archetipi, fino alle riflessioni di Otto Rank sul tema dell’eroe o a quelle di James Hillman sulla base poetica della mente. Questo «mondo degli archetipi» rappresenta dunque il primo, essenziale vocabolario dell’anima, laddove i personaggi che lo popolano sono immagini al tempo stesso antiche e sempre attuali, che ci parlano di una storia senza tempo che si manifesta, di volta in volta, attraverso i grandi miti dell’umanità. Da qui l’importanza di recuperarne il significato e, insieme, la comprensione, poiché sono proprio queste immagini ad incarnarsi nella storia individuale della persona, ed a rappresentarne il profondo valore simbolico e costitutivo.

    CONTENUTI DEL CORSO:

    Il corso, a carattere seminariale, prevede l’analisi di alcuni tra i grandi temi d’intersezione tra letteratura e psicoanalisi, presentati mediante le loro radici documentali (di carattere letterario e iconografico) e interpretati criticamente grazie ad una chiave di lettura simbolica. I principali argomenti sui cui si soffermerà l’analisi saranno:

    La Caduta e il peccato originale: il mito della disobbedienza originaria

    Gli dei e il divino: Eros, Thanatos e il mondo dell’Olimpo

    Il mito dell’eroe: Edipo e Ulisse

    La discesa agli Inferi

    Il mondo di Anima

    Ciascun argomento verrà trattato anche grazie a slide illustrative, contenenti i concetti chiave dell’argomento, citazioni dai testi di riferimento e esempi iconografici.

    DESTINATARI DEL CORSO:

    Il corso è destinato a psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, laureati in discipline umanistiche, professionisti del settore dei servizi alla persona e ai gruppi.


    DIRETTORE DEL CORSO:
    Dott. Giuseppe Rombolà Corsini

    DOCENTE:
    Dott.ssa Maria Fedi CV


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