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  • Chiusa-in-posta n. XI, del 30-XI-2012, la newsletter del Magazine on Line Frontiera di Pagine

    CHIUSA-IN-POSTA anno II, n. XI del 30.11.2012

    la newsletter del Giornale-on-line di Polo Psicodinamiche
    FRONTIERA DI PAGINE

    a cura di Irene Battaglini

     

    Carissimi Amici,

    in evidenza dalle attività del mese di Novembre:

     

    LA RECENSIONE A L’ETA’ DELL’INCONSCIO, RAFFAELLO CORTINA 2012, DI ERIC KANDEL

    E

    LA BELLEZZA FEROCE DI INGEBORG BACHMANN (letteratura contemporanea)

    L’ESILIO DEL DOLORE SUPERSTITE DI NELLY SACHS (poesia contemporanea)

     

     

    FERIMENTO NAUFRAGO

    Mi ferisce il tuo vestito

    come le onde inseguono i faggi

    quando mutata ti sporgi alle correnti

    che per te si sfaldano

     

    il canto profugo delle terre

    antichi diluvi di verbi

    ti toccano le pagine del mare

    ellittiche e naufraghe verso l’Eterno

     

    ti parlo di me

    in un transito di splendore

    in un grumo di ombre

    fisse e scampate

    nella lieve avvenenza dei sogni

    e superstiti stelle indicibili

     

    ti toccano quelle cose

    che ondeggiano perdute

    cose sul tuo corpo

    sulla sigla dei cascinali

     

    non rinchiudere la mia pena

    in un’abitudine irosa

    o nella tempesta ariosa e impudica

    in un tremore di solitudini.

    di Andrea Galgano,

    dalla silloge poetica Argini, Lepisma 2012

    in presentazione

    8 dicembre 2012 ore 17 al caffé letterario Le Giubbe Rosse in piazza della Repubblica, a Firenze.

    PRESENTAZIONE DELLA SILLOGE POETICA "ARGINI" DI ANDREA GALGANO

    PRESENTAZIONE DELLA SILLOGE POETICA "ARGINI" DI ANDREA GALGANO

     

    E LA RECENSIONE

    GLI ARGINI DELLA PAROLA DI ANDREA GALGANO, DI IRENE BATTAGLINI, anche in pdf

    A prestissimo con gli le Novità sui  nostri Corsi e le Offerte di Natale.

    ceo@polopsicodinamiche.com


  • 8 dicembre ore 17, alle Giubbe Rosse a Firenze, presentazione di Argini

     

    recensione di Irene Battaglini per la Rubrica L’immaginale

    STAMPA, LEGGI E ARCHIVIA LA RECENSIONE IN PDF:

    GLI ARGINI DELLA PAROLA DI ANDREA GALGANO 

     

    ARGINI, silloge di Andrea Galgano, Lepisma Editrice, Roma 2012, pp. 80

    Argini, una silloge di cinquanta componimenti poetici scritti da Andrea Galgano per la raffinata Lepisma, che ospita anche Dacia Maraini e Andrea Zanzotto. La prefazione è di Davide Rondoni, maestro e amico di Andrea Galgano, il giovane autore e critico letterario che vive a Potenza e lavora a Firenze.
    Alla domanda «perché “argini”?», si può tentare un’interpretazione che oscilla tra il metaforico e lo psicoanalitico. Il concetto di argine rimanda a qualche cosa, la morfologia di un argine è la storiografia di un fiume in quello specifico tratto in quella specifico tempo, argine è il Rorschach del suo dipanarsi e lasciare tracce, argine è una stele e nello stesso tempo un segno. E’ il segno del fiume che scrive su stesso le memorie dei suoi attraversamenti. Uno stigma linguistico che vuole essere sudario e foglio, calamaio e pennino. Galgano scrive e descrive variamente gli argini in ciascuna delle cinquanta poesie, senza mai ripetere un solo lemma, rovesciandolo abilmente in ogni metafora senza con questo desemantizzarlo mai. E’ operazione di grande disciplina, di meticolosa ricerca linguistica, che non nasconde l’impeto talentuoso e passionale, semmai lo evidenzia. Sono poesie dolci, con una particolare bontà, quasi chiedessero perdono all’italiano per i salti categoriali che l’autore chiede a questa lingua difficile, di letterati e di santi. Una lingua che se fosse materia, sarebbe marmo il più pregiato travestito di ardesia, con solo l’illusione della cedevolezza e la bianca coscienza di non potersi ibridare frettolosamente neppure in questo nostro tempo di barbarie “comunicativa”: anzi resiste ad ogni tentazione di commistione stilistica. La silloge Argini non comunica, esprime un’identità piena. Vive, sente, accade. Accade cadendo nella sabbia di un confine labile di deserto, accade inciampando tra le ali di un volo stellato, accade ribadendo un amore ferito dentro di sé ma non ferendo mai il cuore, che resta intatto, come vivesse per sé.
    Argini, su volute di pietra, immagini insolite, decadenti, come di pittura scremata, abrasa. Si arricciano sotto la nebbia lungo i ruscelli introvabili, si stendono come altipiani assolati a tener dentro i fiumi giganteschi che transitano come immense creature che respirano, ebbre di memoria di milioni di anni. Argini, testimoni di amore e di piccoli baci di neve, argini voluttuosi di Arno, calpestati e offesi da un istmo, aggrappati alle cataratte contro dighe dalle spaventate bocche di acqua violata.
    Argine è limite nello sconfinamento, è aurora in un letto di foglie brunite dall’autunno nel crepitare di una sonorità crepuscolare. «la veglia che sfavilla e/crepita nel mare il suo astro/vanto di orizzonti»
    Argine è rispondenza umorale e affezione sottile contro il dilagare di una identità diffusa e senza speranza: nella «notturna grazia acerba» il poeta fa affiorare l’obbedienza al perenne inizio. Perché se per Pavese “è bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante”, in Galgano bellezza è tautologia di grazia e di chiarori che non spaventano, di inizi di libertà che stanno bene dentro al quotidiano, che lo amano, ne compiono il destino.
    Argine di letto di fiume, argine di letto di madre. Luogo eccellente per la relazione oggettuale che si muove continuamente in un dare-avere osmotico, vocazionale, generoso intrinsecamente senza sponde. «Sono diamanti di peripli/i sipari dei tuoi tornanti/la trasparenza dell’alba/schiusa nei lembi/dove mostri/i portali delle vele/e la tela scarlatta delle scogliere»
    Parole che sono sponde, sottigliezze acute e intelligenti, andirivieni di soggetti che frequentano i bordi della soggettività «non sa/forse gioca/controluce/e non ha forma che non sia forma/del tempo dell’uva sui voli».
    Le immagini si susseguono come capitelli sul margine del tempio,« L’aria / alla finestra dei venti sembra ammarare / la sua didascalia» a costellare vivezza, a chiedere ascolto, a domandare la cura per una bellezza che non si estinguerà.

  • CORSO SEMIOTICA DELLA MODA

    PERCORSO FORMATIVO TRA LINGUAGGIO E TENDENZA
    32 ORE IN 4 INCONTRI
    4/11/18/25 ottobre
    “Il vestito da senso al corpo e quindi lo fa esistere: lo valorizza dandolo a vedere. Il vestito non nasconde, ne mostra, allude e valorizza: non esibisce ma semantizza”. [Barthes, 1967]

    SCARICA LA SCHEDA DEL CORSO

    BACKGROUND E OBIETTIVI:

    Il corso si propone di fornire una panoramica sul meccanismo semiotico della moda come forma di comunicazione.  Verranno affrontati temi come il linguaggio della moda ( segni, regole, combinatorie) le motivazioni psicologiche ed il processo sociale di inclusione/esclusione attraverso l’abbigliamento ( moda come status symbol, t-shirt dichiarative) la ricerca e creazione nuovetendenze ( mix tra linguaggi: moda e cinema, arte figurativa, immaginario collettivo).

    Ad ogni modulo teorico seguirà un incontro dal taglio pratico e seminariale: laboratorio di ricerca visiva (moda,arte,cinema,pubblicità)tattile (tessuti ed esperienza sensibile della loro corporeità) e di cool hunting.

    Il corso ha l’obiettivo di forgiare una competenza semiotica atta a (I) migliorare la consapevolezza critica nei confronti dei fenomeni che attraversano il mondo della moda; (II) rendere esplicitabili (in sede d’analisi) e trattabili (in sede progettuale) gli effetti di senso di configurazioni testuali quali tessuti, vestiti, riviste di moda, sfilate, blog e siti internet, (III) garantire una certa comprensione delle relazioni estetiche tra moda e arti; (IV) comprendere e utilizzare le pratiche di moda in termini di gestione del senso e degli effetti voluti/percepiti.

    DESTINATARI DEL CORSO:

    Giornalisti; Professionisti della Comunicazione, Sociologia, Psicologia,Linguistica, Storia della Cultura e del Costume, Editoria, Sartoria; Scrittori, Blogger, Consulenti di immagine, Stilisti, Ricercatori di Tendenze, Artisti, Pittori, Scultori, Operatori Tessili, etc.

    DOCENTE DEL CORSO:

    Dott.ssa Maria Michela Mattei  CV

    QUOTA DI ISCRIZIONE:

    350€ + iva

    Le quote comprendono:
    - € 40,00 di iscrizione ai corsi di SEF POLO PSICODINAMICHE, costo che i partecipanti non pagheranno in occasione dell’eventuali iscrizione ad altri percorsi da noi realizzati per il 2011
    - Materiale didattico ed eventuali dispense
    - Tutoring
    - Accesso ai servizi del Polo (iscrizione alla newsletter, aggiornamenti e follow up, accesso all’area riservata del sito per l’approfondimento bibliografico)
    - Partecipazione gratuita (su invito) ai cicli di conferenze del Polo Psicodinamiche.


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